Verso “l’addio” di Draghi: con Lagarde nessun cambiamento sostanziale per la politica della Bce

La riunione della Banca Centrale europea (Bce) in agenda giovedì 24 ottobre sarà l’occasione per il presidente uscente Mario Draghi per congedarsi ufficialmente dai mercati, che nei suoi 8 anni alla guida dell’istituto hanno seguito con attenzione tutte (o quasi) le sue conferenze stampa. A partire dal prossimo primo novembre, giorno in cui partirà tra l’altro il nuovo round del quantitative easing con acquisti al ritmo di 20 miliardi di euro al mese, ci sarà infatti un nuovo presidente. Sarà Chrtistine Largarde, ex numero uno dell’Fmi, a guidare la Bce.

“Avendo già approvato un pacchetto completo di misure lo scorso settembre, la Bce non apporterà alcuna modifica sul fronte della politica monetaria. L’attenzione si focalizzerà invece sul cambio di leadership, poiché questa sarà l’ultima riunione di Mario Draghi come governatore della Bce prima di lasciare l’incarico il 31 ottobre”. È di questo parere Konstantin Veit, portfolio manager, European Rates di Pimco, in un articolo dal titolo “Anteprima sulla Bce: Arrivederci!”.

Cosa è accaduto nel meeting di settembre

Molti gli annunci che la Bce ha presentato nel meeting di settembre, che Pimco ripercorre. A cominciare dalla decisione di ridurre il tasso sui depositi di 10 punti base ad un livello del -50 pb, di riattivare gli acquisti netti al ritmo di 20 miliardi al mese, di cambiare le condizioni delle TLTRO III e di introdurre un sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve. “La Bce segnala ai responsabili delle politiche fiscali che la politica dei tassi di interesse ha raggiunto i propri limiti, ma gli acquisti di asset supporteranno la politica fiscale per tutto il tempo necessario – sottolinea l’esperto di Pimco -. Pertanto, la Bce ha effettivamente consegnato il testimone ai funzionari governativi eletti”. Considerando il focus crescente sulle politiche fiscali, Pimco si attende che l’attenzione della Bce rimanga sulla forward guidance, TLTRO e acquisti di asset.

La fronda “hawkish”

Molta l’attenzione da parte della stampa alle divisioni all’interno del consiglio direttivo e sull’opposizione da parte dei membri “hawkish” al pacchetto di settembre, comprese le dimissioni dell’esponente tedesco del Board della Bce. Il riferimento è alle dimissioni a sorpresa Sabine Lautenschlaeger che ha rassegnato le dimissioni a fine settembre, che lascerà il board il 31 ottobre in anticipo di oltre due anni dalla scadenza del suo incarico. “Prima del subentro di Draghi, i governatori delle banche centrali nazionali erano maggiormente coinvolti nel processo decisionale, mentre sotto la guida di Draghi hanno svolto un ruolo minore”, ricordano da Pimco.

Le recenti critiche potrebbero anche indicare l’esistenza di una campagna “falco” che mira a garantire che le loro voci vengano nuovamente ascoltate sotto la guida del nuovo presidente. Tuttavia, secondo la view di Pimco, è molto improbabile che si verifichino cambiamenti sostanziali in termini di politica della Bce, dato che il presidente entrante Lagarde è allineato nel mantenere una politica accomodante rispetto al tema fiscale.

 

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