Banche: con il bail in sotto tiro 217 miliardi di bond bancari

Il salvataggio di CariFerrara, Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti deciso per decreto dal Governo di Matteo Renzi continua a far discutere i risparmiatori italiani. Le perdite patite dai titolari dei bond subordinati dei quattro istituti di credito in dissesto hanno suscitato molto clamore, sia per le tempistiche che per la modalità. Il 1° gennaio 2016 tuttavia entrerà in vigore una nuova direttiva dell’Unione Europea: il Bail in. Il Centro studi di Unimpresa ha così deciso di fare un approfondimento sull’ammontare dei bond bancari che potrebbero finire sotto tiro, arrivando a scoprire che la posta in gioco per gli investitori italiani è di ben 217 miliardi di euro.

L’entrata in vigore delle nuove regole europee sulla risoluzione delle crisi bancarie è una minaccia soprattutto per le obbligazioni emesse dagli istituti di credito che ammontano a 217 miliardi di euro. E’ quanto segnala il Centro studi di Unimpresa, secondo cui i le emissioni di bond bancari sono scese nell’ultimo anno, da settembre 2014 a settembre 2015, di 72,7 miliardi (-25,11%) passando da 289,6 miliardi a a 216,9 miliardi.

Secondo l’analisi dell’associazione, basata su dati della Banca d’Italia, si tratta di un mercato già in forte contrazione: le obbligazioni degli istituti valevano 381,9 miliardi alla fine del 2012 e 352,4 miliardi alla fine del 2013. In quasi tre anni si è registrata una diminuzione delle emissioni per 165,04 miliardi (-43,21%).

Il nuovo impianto sui salvataggi delle banche prevede in ultima istanza l’attivazione del bail in, vale a dire il contributo “interno” al ripianamento delle perdite di titolari di azioni, obbligazioni e conti correnti con saldo superiore a 100.000 euro.

La novità più insidiosa è proprio quella relativa alle eventuali perdite per i possessori di bond; gli azionisti comprano capitale a rischio per definizione, mentre per quanto riguarda i depositanti, il loro contributo è previsto solo in ipotesi più estreme.

Diverso il ragionamento per i bond, che verrebbero chiamati a dare un contributo, in particolare con la conversione in azioni. Non tutte le categorie di titoli obbligazionari, secondo le nuove norme, verrebbero sottoposti alla procedure di risoluzione: alcuni tipi, tra cui le cosiddette covered, sono equiparate ai depositi fino a 100mila euro e quindi godono di una protezione maggiore. Tuttavia, queste emissioni, nel loro complesso, potrebbero subire un contraccolpo.

Le obbligazioni bancarie sono uno strumento fondamentale per la raccolta di denaro da parte degli istituti e quindi per l’attività di prestiti sia alle famiglie sia alle imprese. Negli ultimi anni, le operazioni di rifinanziamento a lungo termine da parte della Banca centrale europea hanno ridotto, in quanto meno necessario, il ricorso alle emissioni obbligazionarie da parte delle banche.

In futuro, però, gli istituti potrebbero aver bisogno di mezzi diversi di approvvigionamento rispetto a quelli offerti in questi mesi dalla Bce. Tuttavia, il nuovo assetto regolatorio sulle risoluzioni delle crisi creditizie potrebbe disincentivare l’acquisto di questi strumenti da parte della clientela bancaria, facendo venir meno un importante strumento di raccolta. Tutto ciò con conseguenze pericolose sul versante dei finanziamenti.

“Arriviamo impreparati a questo appuntamento con le nuove regole europee e corriamo il rischio, come sistema Paese, di pagare un conto salato: le risoluzioni delle crisi bancarie, che possono essere definiti fallimenti pilotati, hanno un impatto sulla fiducia dei clienti che, in prospettiva, può azzoppare la raccolta di liquidità da parte delle banche con effetti a cascata sui prestiti. Per quanto riguarda i casi delle banche salvate dal governo e dalla Banca d’Italia, è opportuno sottolineare come in futuro non deve migliorare solo il livello di informazione ed educazione finanziaria, ma anche l’etica e i comportamenti di chi maneggia il denaro degli altri”, ha commentato i risultati dell’indagine il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
Opzioni e future 21 Ottobre. Gli indici azionari mercoledì si sono stabilizzati in modo eterogeneo, con l'S&P 500 che h
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2019/2020 (range 15017/25483 ) [ uscita rialzista ] prossim
Come abbiamo più volte detto, la bolla immobiliare cinese non ci ha certo colti impreparati, era una cosa nota anche al Go
Puntata speciale di Trading Floor con ospite Pietro Di Lorenzo, trader professionista e fondatore SOS Trader. Abbiamo parlato
Ok, lo studio della FED di Atlanta sul PIL USA, il noto GDPNow, sempre stato molto “aggressivo” nelle aspettative, nel
Opzioni e future 20 Ottobre. Indici azionari che lavorano con le stesse modalità dei giorni passati: nuovi massimi relativi
In un mercato che mi verrebbe da definire “drammatico” per la carenza di qualità e di opportunità, quando mi sembra d
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2019/2020 (range 15017/25483 ) [ uscita rialzista ] prossim
Permettetemi solo una nota, anche se sarà poco gradita da chi invece è un fan sfegatato del genio di Elon Musk proprio ne
Gli indici azionari hanno chiuso in modo eterogeneo, con l'S&P 500 che ha registrato un nuovo massimo relativo mentre gli i