Borsa Italiana: è iniziata la prima settimana delle trimestrali italiane

Alle porte della pubblicazione dei primi risultati trimestrali delle maggiori società italiane il FTSE MIB ha aperto oggi a 22.714, seguendo il +0.4% registrato Venerdì e il rialzo del 2,3% di Giovedì, grazie al salto in risposta alla conferma arrivata della Bce di un sostanziale rinvio a dicembre delle decisioni sull’entità dell’estensione del QE, senza un ritocco al ribasso dei tassi di interesse. Anche l’Euro ha risposto positivamente all’esito della riunione della Bce, con l’EURUSD che è tornato ieri al livello di 1,11550, scambiando adesso intorno all’1,10496.

Luxottica inaugura Lunedì la prima settimana di trimestrali italiane, che con la pubblicazione degli EPS di Mediobanca, Saipem, Fiat ed Eni copre il primo 22% del FTSE MIB, che potrebbe muoversi significativamente Giovedì all’apertura del mercato in seguito all’annuncio dei risultati di Eni che da sola ne costituisce il 12,8%.

Le aspettative sugli EPS italiani per questo terzo trimestre si attestano su livelli inferiori rispetto a quello precedente, senza però minare la confidenza del mercato nei confronti dell’economia italiana, che tende a subire meno gli effetti di un rallentamento dei mercati emergenti, essendo uno dei paesi che abbassa il livello medio del surplus di partite correnti dell’Eurozona (17,7 miliardi ad Agosto).

La fiducia nelle aziende italiane rimane più evidente nell’andamento dei singoli titoli che non nel comportamento dell’Indice, che per il 39% è composto da banche, le quali tendono piuttosto ad avere prezzi azionari e capacità di raccolta di capitale più legati ai rischi di credito e liquidità, e più sensibili alle decisioni di politica monetaria e al rischio sovrano.

I titoli che aprono la settimana sono proprio quelli meno limitati al territorio italiano: da Luxottica, nel pieno della sua espansione nelle Americhe (+16/20% sul fatturato di metà anno) a Eni e Mediobanca, che con la chiusura a Giugno dell’ultimo esercizio sta puntando sempre di più a spostare la generazione dei suoi ricavi sull’estero, grazie alla costituzione della nuova piattaforma di Asset Management (MAAM). Dalla prima settimana di Novembre invece seguiranno gli EPS delle altre componenti del FTSE MIB, che generano in media l’80% del proprio fatturato su territorio, a partire da Intesa Sanpaolo.

Luxottica
Luxottica ha presentato per la prima metà dell’anno risultati record, con un fatturato di 2,5 miliardi (+6,6%) e 20,8% di margine operativo, sostenuto dalla vasta rete di distribuzione e dalle nuove piattaforme di e-commerce in Nord America (vendite locali in crescita del 30%), Cina (+48%), India (+34%) e America Latina (+13%).

Il titolo infatti nell’ultimo trimestre ha continuato a sovraperformare rispetto all’indice italiano (oltre che allo Standard & Poor’s 500) ma, soprattutto nel panorama italiano, rispetto alle peers del comparto del lusso, scambiando ora a 64,55 €.

Ma presentando oggi una salita del 70% sugli ultimi 12 mesi e un prezzo vicino ai massimi storici di 67 € raggiunti ad Agosto, nonostante il consenso degli analisti rimanga su Hold, si sta spostando in questi giorni spingendo verso Sell. È infatti ormai difficile poter assistere a una salita del titolo paragonabile ai mesi passati, quanto piuttosto un rallentamento che riporti l’azione a performare al livello dell’indice.

Gli EPS attesi per oggi sono positivi ma si attestano al livello di 0,45/0,49 €, più vicini al primo trimestre che allo 0,72 € di Giugno, soprattutto considerando che la crescita attesa per la seconda metà dell’anno fa perno sul fatturato generato dall’Asia (crescita attesa del fatturato di 10/14% contro il 6% del primo semestre) e dall’America Latina (+16/20% in linea col primo semestre).

Le aspettative di ribasso sono più forti proprio negli Stati Uniti, uno dei mercati responsabili della forte crescita dell’azienda: durante la giornata di Venerdì infatti, mentre a Milano l’azione è salita dello 0,77%, sulla borsa americana ha registrato un calo dello 0,46%, con un volume di scambi giornaliero del 34% superiore alla media.

Mediobanca
Mediobanca presenterà martedì i risultati del primo trimestre del nuovo esercizio 15/16 (la banca d’investimento mantiene ad oggi la struttura storica con la chiusura del bilancio a Giungo).

L’esercizio 14/15 ha chiuso con risultati sopra le aspettative: 0,68 € di EPS (+26% y/y) e 590 mln di utili (+27% y/y), grazie a un fatturato per la prima volta superiore ai 2 mld (+12% y/y). L’acquisizione di Cairn Capital all’interno del progetto della nuova piattaforma di Asset Management (MAAM), oltre ad aumentare le masse gestite a 35 mld, ha segnato una sensibile evoluzione per la banca, che storicamente investiva per la quasi totalità in Italia, con uno spostamento in due direzioni: la crescita in un business a base commissionale, e che genera un fatturato quasi del tutto estero.

A dimostrazione di questa positiva fase di riassetto verso prodotti transazionali e di investimento, il margine di interesse ha raggiunto per la prima volta i 303 mln (+4%), nonostante il panorama di bassi tassi di interesse. Anche la scelta dell’ex Goldman Sachs Gonzalo De Palacio per la copertura del gruppo FIG in Iberia e America Latina segna l’intenzione della banca a rafforzare la sua presenza sul mercato estero.

Mediobanca rimane comunque un caso unico nel panorama delle banche italiane, con una struttura finanziaria che grazie al limitato impatto dei conti correnti subisce molto meno gli effetti dei tassi negativi, dandole le basi strutturali per una crescita sostenibile, che dovrebbe permetterle di raggiungere entro la fine del prossimo anno un CET1 del 13% e 650 mln di utili.

Nonostante i risultati dell’ultimo esercizio e un EPS di 0,93 € nel mese di Agosto, il consenso degli analisti sottovaluta le caratteristiche del titolo con 5 Hold, accompagnati da 3 Buy, 3 Strong Buy e 2 Sell. Se i risultati del primo trimestre confermeranno le attese, il titolo che oggi scambia a 9,3 €, dovrebbe raggiungere il target di 10,5/11 € entro i prossimi 12 mesi.

Saxo Bank Italia

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