Le Obbligazioni Collezione per sfruttare il “liftoff”

Causa le tensioni in arrivo dall’Asia e un outlook economico globale che continua a regalare incertezze, la Banca centrale statunitense nel meeting di metà settembre ha confermato il costo del denaro nel range 0-0,25%. La decisione è stata presa valutando i rischi comparati: innalzare i tassi comportava potenziali risvolti negativi (turbolenza dei mercati finanziari e/o un rallentamento dell’economia) non inclusi nella scelta di rinviare la stretta. E quindi a prevalere è stata la prudenza.

Per il momento l’istituto guidato da Janet Yellen si è comportato da “Banca centrale del mondo” ma la situazione non è destinata a durare. Per il tanto atteso “liftoff”, l’avvio cioè del processo di normalizzazione del costo del denaro, non ci sarà da attendere molto. Secondo il Fomc, il braccio operativo dell’istituto con sede a Washington, il tasso sui Fed Funds entro la fine dell’anno salirà allo 0,375%.

Opposto lo scenario sull’altra sponda dell’Atlantico dove Mario Draghi non perde occasione per rimarcare che la Banca centrale europea è pronta ad incrementare le misure di stimolo a sostegno dell’economia europea. La flessibilità del piano di acquisto asset permette alla Bce di “modificarne la dimensione, la composizione e la durata” nel caso in cui “ulteriori stimoli monetari dovessero rendersi necessari”, ha detto oggi il chairman nel corso di un intervento di fronte alla Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo. Politiche monetarie divergenti sono lo specchio di aree economiche che sono destinate a muoversi a due velocità: solidamente installata su un sentiero di crescita l’economia statunitense e all’insegna della debolezza quella europea.

Alla luce del rinvio annunciato dalla Fed e dei futuri sviluppi (nuovi meeting del Fomc sono previsti il 27-28 ottobre e il 15-16 dicembre), al momento risulta particolarmente conveniente puntare su strumenti che permettono di beneficiare del probabile rafforzamento del biglietto verde (diversi analisti stimano il raggiungimento della parità nel breve termine).

Recentemente l’offerta delle Obbligazioni Collezione di Banca IMI si è arricchita di una nuovo bond a tasso fisso in dollari statunitensi (Isin: XS1251080088). Si tratta di un’obbligazione con scadenza fissata per il 26 giugno del 2022, una cedola annua lorda del 3,5 per cento e un taglio minimo di 2 mila dollari (pari a circa 1.800 euro).

Essendo denominato in valuta estera, il bond Banca IMI Collezione Tasso Fisso Dollaro USA Opera VI rappresenta un’interessante alternativa di impiego per gli investitori alla ricerca un extra-rendimento rispetto ai titoli di Stato dell’Eurozona e intenzionati ad implementare una diversificazione valutaria del proprio portafoglio. L’andamento del cambio tra l’euro e il dollaro statunitense rappresenta un elemento capace di influenzare sia l’entità dei flussi periodici sia l’ammontare del capitale finale, visto che un rafforzamento del greenback è destinato ad incrementare il rendimento totale appannaggio dell’investitore.

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