Buoni pasto elettronici: con l’esenzione fiscale a 7 euro ripercussioni positive per tutto il sistema

Scritto il alle 10:46 da redazione [email protected]

Dall’1 luglio 2015 è in vigore l’emendamento approvato dal Parlamento per l’innalzamento del valore esentasse dei buoni pasto elettronici che passano ufficialmente da un valore di 5,29 a un valore di 7 euro.

“La nuova normativa rappresenta un passo molto importante, con ripercussioni positive su tutto il sistema, considerando che l’incremento previsto di 1,71 euro di esenzione fiscale potrà contribuire prima di tutto a rilanciare i consumi, creando l’opportunità di un incremento sul potere d’acquisto dei lavoratori pari a 400 euro circa in più l’anno di budget famigliare, cioè un potere d’acquisto di media pari a circa 140 euro al mese con un buono pasto da 7 euro al giorno (20 giorni lavorativi mese di media). Ma non solo. La digitalizzazione e l’ammodernamento del sistema influiranno su tutta la filiera di attori coinvolti in termini di sicurezza, semplicità e gestione, trasformando il buono pasto elettronico nel supporto potenzialmente più diffuso nei prossimi anni”.

Lo afferma Sergio Satriano, Managing Director di Sodexo Benefits&Rewards Services, leader mondiale nelle soluzioni per la qualità della vita che in tutto il mondo vanta un’esperienza pluriennale nell’erogazione di servizi e benefits in formato digitale e che già da tempo sostiene questo trend attraverso la valorizzazione di strumenti e supporti innovativi, basti pensare che nel mondo ha già oltre il 65% del proprio business su supporto elettronico.

Accanto al rilancio dei consumi e all’incremento del budget famigliare si pone proprio il tema fondamentale dell’innovazione, in quanto fattore ulteriormente determinante per perfezionare questo sistema virtuoso rendendolo sicuro e semplificandone il processo gestionale a tutti i livelli.

L’introduzione della normativa porta infatti note positive anche per tutti gli esercenti affiliati in termini di gestione e semplicità di utilizzo, grazie all’automatizzazione di tutto il sistema, senza contare l’incremento della sicurezza da furti o falsi e la possibilità di integrare, su card, più servizi a valore aggiunto.

L’impegno di Sodexo è sostenuto anche dalla volontà di realizzare un’infrastruttura unica e condivisa, in grado di risolvere la problematica dei “multi POS” in dotazione e di agevolare il prima possibile l’introduzione del POS unico, in grado di leggere i buoni pasto elettronici sotto forma di card di diversi emettitori.

In questo modo si scongiura il moltiplicarsi di POS sul bancone, con conseguente riduzione di costi e complessità gestionale. Sodexo sta lavorando a favore di questa introduzione e ha firmato, nei mesi scorsi, un protocollo di intesa per agevolare il prima possibile questa innovazione.

In termini concreti di impegno verso un’ulteriore perfezionamento del sistema e degli effetti positivi della normativa a favore del nuovo supporto, Sodexo sottolinea come ulteriori amplificazioni potrebbero esserci se il sistema del buono pasto venisse applicato a tutti i lavoratori aventi potenzialmente diritto, passando da 2,3 a 23 milioni di lavoratori.

Il tessuto imprenditoriale italiano risulta infatti prevalentemente costituito da PMI, milioni di imprese che attraverso il buono pasto possono offrire ai propri dipendenti, che in Italia su un totale di 4 milioni costituiscono il 99,9%, un benefit in grado di soddisfare un bisogno fondamentale, quello di una pausa pranzo di qualità.

In uno studio realizzato da Sodexo e Università Bocconi di Milano sono stati calcolati gli effetti di ammortizzatore della crisi del sistema dei buono pasto, che garantisce al lavoratore (su un buono pasto da 5,29) un potere d’acquisto superiore del 1,7%.

Spendibilità, diffusione e innovazione, unite a un sistema trasparente ed efficace, diventano le chiavi di lettura fondamentali per lo sviluppo di una filiera virtuosa, in grado di sostenere l’economia, le famiglie e le imprese.

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