Nel 2016 il mercato delle App costituirà il 2,5% del PIL italiano

Scritto il alle 16:42 da redazione [email protected]

Nel 2016 il mercato delle App costituirà il 2,5% del PIL italiano, ma solo il 5% delle start up innovative opera in questo settore Entro il 2018 le App saranno le principali fonti di guadagno per i business digitali, ma in Italia si investe poco

Ciaglia (Haamble): “I primi riconoscimenti ci sono arrivati dall’estero, in particolare da Microsoft, che ha voluto incubare la nostra App”. La mobile economy in Italia continua a far registrare tassi positivi, costituendo, ormai, l’1,65% del PIL, ovvero 25,7 miliardi di euro di fatturato. Al suo interno, cresce e acquista potenza il mercato delle app, al punto che gli economisti stimano che il valore complessivo di questo settore raggiungerà i 40 miliardi nel 2016, pari al 2,5% del Pil. Secondo le ultime stime statistiche, alla fine del 2015 in Italia ci saranno 40 milioni di Smartphone e 10 milioni di Tablet, le reti LTE a banda larga copriranno l’80% della popolazione, 18 milioni di utenti unici si connetteranno ogni giorno a Internet dai propri Smartphone e Tablet, contro meno di 13 milioni, collegati da PC.

Il contesto economico sta cambiando velocemente, diventando sempre più digital. Delle StartUp innovative avviate nel 2014, il 46% ha per oggetto progetti tecnologici, con prevalenza dell’ambito ITC, ma solo il 4% delle aziende censite ha come core business lo sviluppo di un app, lasciando di fatto, scoperta buona parte di un segmento di mercato in continua e costante crescita. Lo scorso anno, il fatturato delle Mobile App “Freemium” e quello della pubblicità interna alle App (In-App Advertising) ha registrato un incremento di oltre il 70%, facendo ipotizzare agli esperti che entro il 2018 saranno queste le principali forme di monetizzazione per i business digitali.

“Abbiamo notato che in Italia si tende ad investire meno nel mercato delle App rispetto ad altri paesi, temendo che si tratti di qualcosa di poco concreto e poco redditizio. – Ha commentato Massimo Ciaglia, Presidente di Haamble, il primo urban social network, la cui app è stata lanciata sul mercato pochi mesi fa, ma che ha già superato i 60.000 downloads. – Negli Stati Uniti e in paesi europei come Germania e Inghilterra si punta molto su questo settore, che potrebbe diventare nei prossimi anni il potenziale traino della digital economy. Haamble nasce in Italia, dal lavoro di un team di professionisti tutti italiani, ma i primi apprezzamenti ci sono arrivati da altri paesi, in particolare da Microsoft, che ha incubato la nostra app all’interno del suo programma di accelerazione BizSpark, nato per sostenere lo sviluppo delle start up più promettenti. Solo in un secondo momento siamo stati contattati da due fondi di investimento che hanno chiesto ed ottenuto
di entrare nel capitale.

Haamble è il primo urban social network a livello worldwide, che consente di connettere gli utenti, fornendo servizi di socializzazione e geomarketing, con caratteristiche uniche. Haamble, infatti, consente anche lo sviluppo di attività di proximity marketing. Attraverso l’app è possibile indirizzare contenuti a tutti gli utenti di una determinata età e sesso presenti in un determinato momento in luoghi ben precisi (palestre, centri sportivi, etc..). Ogni utente è geolocalizzato e la sua posizione è visibile su un radar insieme ai luoghi e agli altri utenti più vicini a lui in quel momento. L’app, già vincitrice come miglior UX nell’ambito del contest europeo AppCampus, promosso da Microsoft, sta per essere lanciata anche nei mercati di Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, USA e Brasile.

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