M&A: più probabilità di successo se si investe nelle pubbliche relazioni

Secondo un nuovo studio della Cass Business School di Londra, le transazioni M&A hanno maggiori probabilità di successo se le aziende investono in servizi di pubbliche relazioni di buona qualità. Le aziende possono incrementare le loro possibilità di concludere le transazioni garantendo la costituzione, fin dalle prime fasi del processo della transazione, di un team di comunicazione dotato di risorse adeguate. Lo studio, condotto dall’M&A Research Centre della Cass Business School, ha trovato un chiaro collegamento tra una comunicazione di buona qualità e la realizzazione della transazione.

La ricerca, dal titolo “Selling the story”, ha esaminato le attività di comunicazione su 198 transazioni M&A pubbliche eseguite nel Regno Unito tra il 1997 e il 2010, per un valore di almeno 100 milioni di dollari.  Ecco i risultati:

L’importanza di comunicazioni proattive: l’84% delle transazioni annunciate come offerte effettive sono state concluse, contro circa la metà di quelle annunciate in seguito a una fuga di notizie

Le aziende di pubbliche relazioni si guadagnano i loro compensi: le transazioni nelle quali sono coinvolte le aziende di pubbliche relazioni hanno una maggiore possibilità di riuscita rispetto a quelle che non vedono tale partecipazione

L’importanza della leadership: le comunicazioni che contengono dichiarazioni rilasciate dal presidente/amministratore delegato di entrambe le aziende sono associate a livelli di successo notevolmente superiori rispetto a quelle che ne sono prive

Nel breve periodo, i mercati premiano l’incertezza: le transazioni M&A trapelate, o le comunicazioni prive di informazioni sulle motivazioni strategiche sottostanti, vengono effettivamente premiate dai mercati nel brevissimo periodo

“La ricerca dimostra chiaramente l’importanza di una corretta assegnazione delle risorse destinate agli sforzi di comunicazione dei team coinvolti nelle transazioni”, spiega il professor Scott Moeller, responsabile dell’M&A Research Centre della Cass. “Ciò è vero, in particolare, alla luce della diffusione dei social media e della necessità di fornire risposte a una gamma molto più varia di interlocutori.

“Ma rivela anche alcuni risultati sorprendenti relativi alla risposta immediata del mercato alle notizie delle transazioni”, aggiunge. “Ad esempio, emerge che i mercati azionari possono, almeno nel brevissimo periodo, premiare una mancanza di informazioni pubbliche in merito a una transazione M&A”.

L’importanza di comunicazioni proattive

Come prevedibile, le transazioni che hanno incluso comunicazioni di “offerta effettiva” sono state completate con successo nell’84% dei casi, contro una percentuale appena superiore al 50% per le transazioni nelle quali la comunicazione iniziale è avvenuta in seguito a una richiesta da parte della stampa o degli enti regolatori. Metà delle transazioni interessate da annunci “di risposta” non hanno avuto buon esito: le fughe di notizie continuano quindi a costituire una seria minaccia per le transazioni M&A.

Le aziende di pubbliche relazioni si guadagnano i loro compensi

Secondo lo studio, le transazioni nelle quali entrambe le aziende coinvolte erano rappresentate da agenzie di pubbliche relazioni hanno conseguito le percentuali di conclusione più elevate.  Inoltre, le transazioni nelle quali solo un’azienda ha assunto un’agenzia di pubbliche relazioni hanno ottenuto percentuali di conclusione più elevate rispetto a quelle in cui non ci si è avvalsi di queste agenzie.

“Che si tratti di un’agenzia di pubbliche relazioni, di un solido team interno di comunicazione, di uno dei banchieri o dell’amministratore delegato, l’importante è che vi sia qualcuno che creda nell’utilità e nel potere di una buona comunicazione”, sostiene Chris Salt, socio di Headland, azienda londinese di consulenza specializzata in comunicazione finanziaria e aziendale. “Se iniziate a pensare alle comunicazioni quando state redigendo un comunicato stampa o una dichiarazione normativa, qualcosa non va”.

L’importanza della leadership

Le comunicazioni in materia di transazioni che contengono le dichiarazioni degli amministratori delegati o del presidente sia dell’azienda acquirente che dell’azienda acquisita hanno fatto registrare le percentuali di conclusione più elevate (91%).  Quelle prive di dichiarazione da parte della leadership sono state completate con successo nel 67% dei casi.

Facendo un confronto, la dichiarazione della leadership proveniente da una sola delle parti ha ottenuto la percentuale di conclusione più bassa, pari al 57%.  “Il motivo potrebbe essere ricercato nel fatto che l’assenza di una delle parti nella comunicazione della notizia indica un’esitazione o un’aperta opposizione alla transazione”, spiega il professor Moeller.

Michel Driessen, responsabile dei servizi relativi alle transazioni operative presso EY, azienda di servizi professionali, aggiunge: “È molto importante che la leadership sia visibile, non solo al momento della comunicazione, ma nel corso dell’intera transazione”.

Il momento giusto per il mercato

Anche la tempistica delle comunicazioni relative alle transazioni è di importanza fondamentale.  Le transazioni rivelate prima dell’inizio del giorno di mercato aperto hanno avuto molte più probabilità di successo rispetto a quelle comunicate dopo l’apertura del mercato.

Le transazioni annunciate tra le 7.15 e le 9.00 del mattino hanno presentato la percentuale di riuscita più elevata, con una percentuale di conclusione dell’87%.  La percentuale scende al 64% per le trattative annunciate dopo le 9.00 del mattino.

Nel breve periodo, i mercati premiano l’incertezza

Curiosamente, i mercati non hanno premiato le trattative annunciate in modo proattivo nel breve periodo rispetto a quelle per le quali l’annuncio iniziale è avvenuto al di fuori del controllo del management. Le transazioni con “offerta effettiva” hanno riscontrato un’anomala risposta del 2% nel periodo di 5 giorni esaminato, contro il 6% per gli annunci “in risposta a speculazioni”. Jeetesh Singh, co-autore del rapporto e recente allievo dell’MBA della Cass, spiega: “È possibile che questa sorta di speculazione provochi un fermento nel mercato, portando al rialzo l’azienda bersaglio”.

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