I Cigni Neri 2015: gli hacker della rete colpiscono lo shopping online

Di seguito pubblichiamo un focus estratto da “I Cigni Neri” 2015“, l’ormai classico studio di fine anno elaborato dal team di analisti di Saxo Bank dedicato a quei temi di mercato tanto improbabili quanto imprevedibili che potrebbero nel corso dell’anno successivo destabilizzare i mercati finanziari. Tra i possibili temi che potrebbero caratterizzare l’anno prossimo, gli esperti della banca danese ne hanno individuato uno particolarmente caldo in questi giorni: gli effetti negativi per le società specializzate nello shopping online di un attacco alla rete internet da parte degli hacker. Solo qualche giorno fa Sony Pictures ha dovuto bloccare l’uscita del film ‘The Interview’ dopo che un gruppo di hacker ha minacciato le persone che sarebbero andate a vedere la pellicola, promettendo uno scenario da 11 settembre. Scongiurare questi attacchi e garantire la completa affidabilità dei propri sistemi informatici rappresenta indubbiamente un fattore critico di successo per le società 2.0.

Negli ultimi due anni si è assistito a un’attività sempre più aggressiva degli hacker nei confronti delle principali aziende: dall’attacco, di grande visibilità ma relativamente innocuo, alle foto personali di grandi celebrità sulla piattaforma iCloud di Apple, a quello, decisamente più impattante, a Target e Home Depot, simbolo della grande distribuzione, che ha visto milioni di dati delle carte di credito personali dei clienti dati in pasto al web.

Nel 2014, abbiamo assistito anche alla potente JP Morgan esposta a rischi da mesi, prima ancora di sapere che i suoi sistemi erano stati violati. Senza parlare delle cinque milioni di password degli account Gmail apparse su un sito web russo.

Questi attacchi richiedono una sofisticazione straordinaria e possono essere supportati a livello governativo come una rappresaglia per l’uso, sempre più aggressivo da parte degli Stati Uniti, di sanzioni finanziarie nelle dispute geopolitiche globali.

Nel 2015, ci aspettiamo che si verificheranno nuovi subdoli attacchi, in modo ancora più capillare e aggressivo, nei confronti dei maggiori operatori del mondo e-commerce. Amazon.com, il più grande retailer del commercio elettronico e protagonista centrale dei servizi online, potrà subire un calo del 50% a causa di una sopravvalutazione già eccessiva e di una mutata fiducia dal momento che risente di tassi di crescita più bassi, anche se non necessariamente vittima di hacker.

Questi attacchi richiedono una sofisticazione straordinaria e possono essere supportati a livello governativo come una rappresaglia per l’uso, sempre più aggressivo da parte degli Stati Uniti, di sanzioni finanziarie nelle dispute geopolitiche globali.

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