Il default selettivo quale soluzione “etica” alla crisi dei debiti sovrani

Scritto il alle 18:09 da redazione [email protected]

Nei giorni scorsi Graziano Delrio, braccio destro del Premier Matteo Renzi, ha rilasciato un’intervista per certi versi ambigua al Corriere della Sera. In un passaggio il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha parlato di ristrutturazione del debito italiano. A domanda specifica del giornalista, Delrio ha dichiarato che un’eventuale ristrutturazione del debito in stile Grecia o Argentina “sarà oggetto di riflessione del premier”. Certo, al momento sembra difficile ipotizzare una scelta in questa direzione da parte di Matteo Renzi. In redazione è tuttavia arrivata un’analisi sul debito pubblico degli Stati, e su un’eventuale default selettivo, dell’economista Filippo Matteucci. Di seguito la pubblichiamo integralmente, lasciando a voi il giudizio sull’efficacia o meno di una tale scelta.

Se sei debitore di uno strozzino, pagare il tuo debito all’usuraio vuol dire rovinare la tua vita e quella della tua famiglia. Vuol dire rendere te stesso e la tua famiglia schiavi di un individuo infame, schiavi per oggi e per il futuro. Gran parte dei debiti sovrani devono essere ripagati non a privati cittadini che hanno investito i propri risparmi in titoli pubblici ma a enti finanziari che fanno capo, direttamente o tramite società prestanome, all’élite bancaria internazionale, a quelli che eufemisticamente vengono definiti i “poteri forti”. Forti in quanto sono loro che controllano le multinazionali, gli stati, i governi, gli istituti di emissione della moneta carta straccia, le privatissime banche centrali che il popolino crede pubbliche…

Ezra Pound sosteneva che i politici sono i camerieri dei banchieri. Ovviamente contro i popoli. E’ stato facile per questi poteri forti ordinare ai “loro” politici (di qualsiasi colore verniciati) di far indebitare stati, regioni, comuni, imponendo una enorme spesa pubblica ben canalizzata verso le loro tasche usuraie. Ora presentano il conto. Siamo giunti al momento in cui il cravattaro tira al massimo il nodo della cravatta: non vuole più i soldi della sua vittima, vuole che la vittima diventi suo schiavo, schiavo in tutti i sensi possibili. I poteri forti stanno ordinando ai loro domestici politici: “Fate pagare il debito pubblico al popolo!”, e giù tasse su tutto, risparmi, case, redditi, consumi…, tasse sulla vita del popolo.

Ma a cosa serve pagare? Più tasse paghi oggi al tuo strozzino, più potere gli dai di farti pagare ancora più tasse domani. Le tasse non sono mai contro i ricchi e a favore del popolo, come i poteri forti ci vogliono far credere, cerebrolavandoci tramite i loro partiti e i loro massmedia. Non vi è infatti nulla di più falso, di più ipocrita dello slogan “tassiamo i ricchi”: i veri ricchi, gli ultraricchi, le famiglie padrone degli stati, le tasse non le pagano, le riscuotono. Le tasse colpiscono il popolo, il piccolo risparmiatore, l’anziano che ha messo da parte qualcosa, le famiglie che coi loro risparmi e sacrifici cercano di tutelare i figli. Nella storia dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo le tasse sono sempre state contro il popolo e a favore dei potenti che le hanno riscosse, e le riscuotono, tramite il “loro” stato e il “loro” fisco. Quello che oggi è notevolmente cambiato è la misura della predazione: oggi le tasse sono enormemente più alte rispetto ai tempi in cui al potere c’erano i re, l’aristocrazia, il clero, oggi al potere abbiamo chi da secoli pratica l’usura, ed è quindi maestro insuperato in quest’arte… Non possiamo nemmeno più considerarle tasse, bensì totale schiavitù. L’apparente millantato “progresso” si è rivelato un pesante regresso di civiltà.

E’ interessante notare come anche questo problema dimostri le contraddizioni e l’inanità dei due schieramenti politici apparentemente contrapposti nel teatrino massmediatico, a nostro uso e consumo. Quando gli stati erano dominati dall’aristocrazia e dal clero, l’élite usuraia creò il liberal-liberismo contro gli stati medesimi per appropriarsene; la stessa élite usuraia, oggi che ha conquistato gli stati e li usa per depredare i popoli, non permette certo l’emersione politica e massmediatica di autentici liberisti antistato e antitasse, al massimo ci propina qualche buffone liberista a chiacchiere, che promette e non mantiene. Sull’altra sponda politica, la sinistra socialcomunista, statalista per natura e per definizione, non può ammettere che stato e tasse sono sempre strumenti di qualcuno per dominare il popolo; né può ammettere che in particolare lo stato “costituzionale”, “popolardemocratico”, è oggi uno strumento antipopolare e antidemocratico in mano alle famiglie dei poteri forti, con un livello di tassazione e di intromissione nella vita dei cittadini che ne fanno la peggiore tirannia predatoria e schiavizzante, finora mai vista nella storia dell’uomo. Non vi è infatti nessuna soluzione di continuità, né disomogeneità funzionale, tra le democrazie “occidentali” e lo stato di tipo sovietico: le famiglie mondialiste dominanti sono sempre le stesse, in entrambi i tipi di stati, anch’essi solo apparentemente contrapposti. E così i dibattiti massmediatici del teatrino della politica diventano uno dei tanti mezzi di disinformazione e di distrazione di massa, al pari del calcio, delle balere e delle notti rosa.

Contro tutto questo, ecco la mia proposta. L’ipocrita motivazione del forsennato aumento della predazione fiscale è che i popoli “devono” ripagare i debiti di stato. Ebbene, un popolo sovrano “deve” solo ciò che “vuole”. La soluzione equa, giusta, “etica”, moralmente ineccepibile, per i debiti pubblici degli stati pseudodemocratici è che il popolo ripaghi i debiti solo al popolo: il “default selettivo”.

Selettivo in quanto si remunerano con gli interessi e si rimborsano alla scadenza solo i titoli di stato che alla data X risultano di proprietà di persone fisiche aventi la cittadinanza o la residenza nello stato. I titoli di stato, nonché tutte le obbligazioni contratte da soggetti pubblici, che alla stessa data X risultano di proprietà di stranieri non residenti o di enti – persone giuridiche vengono cancellati e quindi non rimborsati.

Il default selettivo da me proposto comporta una immediata consistente riduzione del debito pubblico e la liberazione dell’economia del paese dalla morsa fiscale usuraia. Caro politico, se sei veramente dalla parte del popolo, non togliere con le tasse al popolo la poca ricchezza che ha e che si è sudata, togli all’usuraio mondialista il potere di appropriarsi dei nostri soldi, azzeragli il credito che lui stesso si è fatto creare.

Ma il default selettivo sarebbe la sconfitta dei poteri forti che fanno eleggere i loro lacchè alle cariche di governo, e quindi i “loro” politici non adotteranno mai questa soluzione morale, etica, che salverebbe l’economia, il lavoro, i risparmi, il futuro del paese. A meno che popoli informati, coesi, organizzati, non impongano tale soluzione con un atto di vera sovranità popolare.

Per questo i popoli devono re-imparare ad amministrarsi, a non delegare ad alcuno l’amministrazione di alcunché, a cominciare dalle cose più semplici e immediate, dai propri risparmi per la vecchiaia al proprio condominio… Partire dal piccolo, riorganizzare se stessi, la propria famiglia, il proprio clan parentale, partire dalla micropolitica scansando “amministratori” privati e pubblici, riappropriarsi del condominio, del quartiere, del comune, e usare queste forme primarie di coesione sociale, limitate ma solide, come mezzi di difesa contro gli stati strumenti della tirannia usuraia mondiale. In fondo, quello che storicamente i popoli più capaci hanno sempre fatto; solo che lo abbiamo disimparato, occorre appunto re-impararlo. E reimpararlo da subito, perché le tasse imposte dai camerieri della grande usura internazionale stanno intenzionalmente distruggendo ora, in questi mesi, in questi giorni, la nostra economia, la nostra libertà e il nostro futuro.

Filippo Matteucci
Economista

4 commenti Commenta
giuse1928@borse.it
Scritto il 4 Luglio 2014 at 19:23

Ma come si fa a scrivere così tante stupidaggini. I tassi richiesti per i btp sono ai minimi storici come si fa a dire che il debito è a tassi da usurai. E poi per quale motivo si dovrebbe fare default proprio adesso che i tassi sono così bassi? vorrebbe dire condannare il nostro paese alla definitiva distruzione in quanto i mercati non ti presterebbe più i soldi se non a tassi dal 12 al 20 %.L’argentina dopo 13 anni non si è mai ripresa e ora sempre per colpa di quel default ne rischia un altro se non trova un accordo con gli hedge fund. La Grecia prima di ristrutturare è andata sotto piano d’aiuti (noi siamo tra quelli che hanno aiutato e non viceversa) e non ne è ancora uscita. per trovare l’accordo di ristrutturazione del 2012 ci sono voluti 2 anni e alla fine non ha risolto niente creando solo altri problemi come il fallimento delle banche di Cipro. Ma chi diavolo sono questi economisti incompetenti che peraltro durante questa crisi non ne hanno azzeccata una eh?

snapjibe
Scritto il 5 Luglio 2014 at 11:07

Il default selettivo è un concetto molto ma molto pericolso perchè si basa sull’ipotesi che la selezione avverrà nell’interesse del popolo sovrano cosa che non è mai avvenuta.

E’, in termini semplici, una polpetta avvelenatissima che serve per salvare gli amici degli amici.

Tornando poi al “mitico” popolo sovrano NON bisogna dimenticare quanto abbia voluto in termini di paghe, pensioni, tenore di vita, lauree prese con i punti del dixan (se ho fatto 20 iniezioni ho un bonus per l’esame di “Inieziologia” alla Facoltà d’Infermieristica e Portalettighistica Applicata) reclamati come diritti democratici negli anni precedenti.

Alla base di tutta questa brutta storia dei debiti nazionali c’è la bestia di sempre: l’avidità di tutti grandi e piccoli in spregio ad ogni legge.

Perchè in spregio ad ogni legge è stata gestita l’economia e a finanza ad ogni livello.

Ciao

4c4c
Scritto il 8 Luglio 2014 at 09:44

da quello che capisco, non mi pare che l’autore dell’articolo sia daccordo con Delrio o con un default di tipo greco.
ma mi pare che vuole un modello giapponese dove lo stato si indebita solo coi propri cittadini e non con l’estero. e poi che vuol dire estero? banche estere? e allora l’usura sta nel voluto
aumentare il debito con la spesa pubblica, e in questo sono daccordo coll’autore. ma chi la vuole l’elemosina dell’unione europea? non ti basta la fregatura dell’euro, che non vale una lira e ci ha accoppato il potere di acquisto? l’Italia non è in grado di pagare un debito così mastodontico, a meno che lo stato non ci deruba tutti di case e risparmi, così c’è lo sfascio dell’economia diveniamo tutti proletari
e il comunismo è realizzato.
mi pare che l’autore dice cose vere, non come tanti ciarlatani prezzolati. e è vero che il mondo è comandato da poche famiglie di poteri forti e che non bisogna lasciarsi amministrare, penso ai poveri scemi che hanno fatto la stro….zata di affidare i loro risparmi ai fondi pensione.
ma il popolo non è fatto tutto di poveri scemi, basta co ste menate che il popolo non si sa comportare, è avido, e è tutta colpa del popolo. il popolo lavora e produce!!!
la colpa è dei politici e dei poteri forti che li comandano. ha ragione l’economista che ha scritto l’articolo.

affair
Scritto il 8 Luglio 2014 at 12:15

è naturale che quando un economista antigovernativo e molto scomodo come l’ottimo libertarian Matteucci dice cose vere contro il potere – senza peli sulla lingua- gli viene aizzata contro la canea massonica degli sguatteri degli usurai sionisti .
– ma la gente costretta a pagare ogni anno sempre piu’ tasse capisce da sola se l’articolo dice la verita’ o no .
io quoto l’articolo di Filippo Matteucci favorevolmente per intero, eccetto quando dice di ripagare il debito anche ai residenti – No , così ricomprende anche ricchi stranieri che sono venuti a vivere qui , e ce ne sono – il debito si ripaga ai soli privati cittadini italiani .
l’attendibilità della informazione finanziaria e di borsa si vede dal suo non essere asservita ai governi e alle logge , e , più in alto , alla cupola sionista

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