Il punto sulle Materie Prime

Scritto il alle 08:16 da redazione [email protected]

Di seguito pubblichiamo un’analisi sulle materie prime a cura di Francesco Palladino, Quantitative Analyst di MoneyFarm. Nel suo contributo Palladino evidenzia come dopo un 2013 particolarmente difficile per le commodity, il nuovo anno ha visto le materie prime issarsi tra le migliori asset class in termini di performance. A guidare la ripresa delle quotazioni la ripresa delle economie sviluppate dalle ceneri della recessione, le tensioni geo-politiche in Ucraina ed Iraq e un rigidissimo inverno in America.

Ci eravamo lasciati, ormai sei mesi fa, chiedendoci se le materie prime fossero al “giro di boa” dopo un 2013 davvero deludente. Ex-post possiamo sicuramente affermare che la boa è stata aggirata.

Con questo editoriale, ci proponiamo di analizzare le performance del comparto delle materie prime negli ultimi sei mesi cercando di spiegare quali fattori hanno determinato tali andamenti.

La ripresa delle economie sviluppate dalle ceneri della recessione, le tensioni geo-politiche in Ucraina ed Iraq, un rigidissimo inverno negli States sono tra i fattori principali che hanno condotto le materie prime ad essere tra le migliori Asset Class in termini di performance nella prima metà di quest’anno.

L’indice di riferimento per lo studio del comparto delle materie prime è il Thomson Reuters/Jefferies CRB Index che si compone di 19 diverse materie prime come evidenziato nel grafico a torta.

Ebbene, tale indice ha realizzato una performance dell’11.4% da inizio anno. Un ottimo risultato sia in termini assoluti, che in termini relativi considerando le performance dei principali indici azionari ed obbligazionari.

Il rendimento è stato guidato dal caro del prezzo del petrolio WTI (petrolio prodotto in Texas usato come benchmark per il prezzo negli Stati Uniti) che costituisce circa un quarto dell’indice CRB.

Si noti che, a meno del rame, tutte le materie prime hanno visto lievitare il loro prezzo nel corso del corrente anno.

Andiamo adesso a chiarire i principali drivers per i diversi tipi di materie prime che compongono l’indice.

Materie prime agricole

Nel grafico delle performance spicca l’incremento di circa il 60% del prezzo del caffè. Tale prezzo ha toccato i massimi rispetto agli ultimi 2 anni nell’aprile scorso; il rialzo dei prezzi è stato dovuto ad un’insolita siccità che si è abbattuta sul Brasile (principale produttore mondiale con una quota di mercato pari a circa un terzo del mercato mondiale) nella stagione delle piogge.

L’apprezzamento del grano è stato invece in parte dovuto alle tensioni tra Russia e Ucraina in quanto quest’ultima è responsabile del 16% dell’export globale di grano.

Materie prime energetiche

Entrambi i prezzi di riferimento per il petrolio (WTI e Brent) stanno viaggiando intorno ai massimi rispetto agli ultimi 9 mesi.

I timori riguardo un calo dell’offerta per il conflitto in est Europa e l’avanzata dei sunniti dell’ISIS (Stato Islamico dell’Iraq) verso Baghdad hanno prodotto il rialzo dei prezzi iniziato in febbraio e lo “spike” di giugno.

Serie ribasata a 100 il primo gennaio 2014  

I metalli

La performance dei metalli di base (minerali ferrosi e rame) è stata invece smorzata dalla debole domanda da parte dell’economia cinese.

Inoltre, il rendimento inferiore rispetto alle altre materie prime è dovuto al fatto che, a differenza delle materie prime energetiche, tali metalli sono maggiormente esposti all’andamento dell’economia più che a rischi geopolitici.

Sono risultati in rialzo invece, i prezzi dei metalli preziosi quali platino, palladio ed oro.

A pesare sui rialzi dei prezzi di platino e palladio, lo sciopero dei minatori in Sudafrica (iniziato a fine gennaio) e l’imposizione di sanzioni economiche alla Russia che è il maggior produttore mondiale di palladio.

In analogia alla dinamica del prezzo del petrolio, l’oro ha visto lievitare il suo prezzo soprattutto in febbraio (inizio del conflitto tra Ucraina e Russia) e nel corso del mese di giugno in cui stiamo assistendo alla ripresa delle attività terroristiche in Iraq.

Serie ribasata a 100 il primo gennaio 2014 

In conclusione

Per i prossimi 6 mesi, gli analisti stimano un apprezzamento dell’oro e delle materie prime agricole, mentre vedono in calo il prezzo del petrolio (sia il WTI che il Brent). A nostro avviso, i conflitti in Ucraina ed Iraq potranno portare ad ulteriori rialzi nei prezzi di petrolio ed oro.

I prezzi di alcune materie prime agricole dovrebbero lievitare ulteriormente considerato che per fine giugno è previsto l’arrivo del fenomeno climatico noto come “El Nino” che si verifica in media ogni 5 anni e tipicamente porta siccità in Asia e precipitazioni intense in Sudamerica.

Infine, i segnali di risveglio dell’economia cinese (per la prima volta in sei mesi, l’attività manifatturiera cinese è risultata in espansione secondo la rilevazione di Giugno dell’indice HSBC/Markit PMI) dovrebbero condurre ad un rialzo del prezzo dei metalli di base.

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