Lunedì 16 giugno arriva la prima rata TASI: chi paga e chi no

Scritto il alle 12:05 da redazione [email protected]

Il prossimo lunedì 16 Giugno scadono diversi adempimenti fiscali, compreso il pagamento della prima rata Imu e Tasi. Se la questione Imu è ormai abbastanza fluida, ossia si dovrà pagare l’acconto sulla base delle aliquote del 2013 solo sulle seconde case perché le case di abitazione principale sono esenti, per quanto riguarda la Tasi il discorso è ben più complesso. La nuova aliquota è stata istituita da quest’anno a copertura dei servizi comunali indivisibili ed è a carico del possessore e dell’utilizzatore di immobili, anche per i proprietari di “prime case”.

Fino a ieri, infatti, non era certo se la prima rata slittasse o meno nè a quando, per i Comuni che non hanno deliberato le aliquote per il 2014 con pubblicazione delle stesse sul sito del Ministero delle Finanze entro il 31/5/2014.

DECRETO PONTE

Ieri è entrato in vigore il cosiddetto “decreto ponte”  che chiarisce diversi punti prevedendo, per il solo 2014:

si paga la prima rata TASI al 16/6/2014 solo se le delibere comunali che ne fissano aliquote e riduzioni risultano pubblicate entro il 31/5/2014 sul sito del Ministero dell’Economia e delle finanze .

se le delibere non risultano pubblicate la prima rata slitta, per tutte le categorie di immobili, al 16/10/2014 a patto che la pubblicazione sullo stesso sito avvenga comunque entro il 18/9/2014.

se le delibere non risulteranno pubblicate nemmeno entro il 18/9/2014 la TASI slitterà ulteriormente al 16/12/2014, in rata unica, con applicazione dell’aliquota base di legge dell’1 per mille sempre nel rispetto del tetto di legge (Tasi più Imu non devono superare l’Imu massima statale fissata per il 2013 per ciascuna categoria di immobili).

– nel caso suddetto (scadenza unica al 16/12/2014 per mancanza di delibera comunale) l’eventuale occupante dell’immobile diverso dal proprietario (inquilino) contribuisce al pagamento della TASI per il 10%. Il resto lo paga il proprietario.

non arriveranno a casa moduli di pagamento precompilati; il calcolo e la compilazione del modulo (F24 o bollettino postale) sono a carico del contribuente.

Si ricorda che le delibere possono prevedere per la Tasi scadenze al 16/6 (acconto) e al 16/12 (saldo), e che il calcolo avviene applicando l’aliquota deliberata sull’imponibile utilizzato per l’Imu (valore catastale moltiplicato per alcuni coefficienti di rivalutazione), poi sottraendo le detrazioni eventualmente previste in delibera. Per ottenere l’acconto il risultato va diviso a metà e pagato con le modalità decise dal comune (sempre possibile l’uso del bollettino postale o del modello F24, facoltativo il pagamento telematico).

Ma quali sono i Comuni in regola con la pubblicazione delle delibere? Per quanto ci risulta pochi, una piccola percentuale rispetto al totale. Tra i capoluoghi di Regione mancano all’appello Campobasso, Catanzaro, Firenze, L’Aquila, Milano, Palermo, Perugia, Potenza, Roma, Trieste. Hanno invece provveduto Ancona, Aosta, Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Napoli, Torino, Trento, Venezia.

SU COSA SI PAGA

Il presupposto della Tasi è il possesso o detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati (compresa l’abitazione principale) ed aree edificabili a qualsiasi uso adibiti. Sono escluse le arre scoperte pertinenziali o accessorie a locali imponibili, non operative, e le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva. Sono escluse dall’imposizione le aree scoperte e i terreni agricoli.

Sono esenti Tasi gli immobili dello stato, dagli enti locali (comuni province regioni) e da altri enti pubblici (comunità montane, enti ssn). Sono inoltre esenti i fabbricati di categoria da E1 a E9 (destinati ad usi pubblici in generale, ponti, stazioni, aeroporti, etc.), i fabbricati ad usi culturali, quelli destinati esclusivamente all’esercizio di culto, quelli di proprietà della Santa Sede, quelli appartenenti agli stati esteri o alle organizzazioni internazionali.

Sono esenti anche gli immobili utilizzati da enti pubblici e privati diversi dalle società, trust
che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale ed gli organismi di investimento collettivo del risparmio, residenti nel territorio dello Stato.

QUANTO SI PAGA

Come regola generale fissata dalla legge, l’aliquota base della Tasi è pari all’1 per mille, calcolata sulla base imponibile IMU. Nel fissare le aliquote i comuni devono rispettare un importante vincolo in base al quale la somma delle aliquote Tasi e Imu per ciascuna tipologia di immobile non deve essere superiore all’aliquota massima IMU consentita dalla legge statale alla fine del 2013.

Per le seconde case, ed in generale per tutti gli immobili sottoposti all’aliquota base IMU, tale soglia è quindi il 10,60 per mille. Per le case di abitazione non esenti IMU (di lusso, ville, castelli, etc.) la soglia è  il 6 per mille. Per le case di abitazione esenti IMU, invece, come soglia si tiene a riferimento l’aliquota massima della sola Tasi, il 2,5 per mille.

ESENZIONI E RIDUZIONI

Il comune può, con proprio regolamento, prevedere riduzioni ed esenzioni nei casi di:

– abitazioni con unico occupante;
– abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;
– locali, diversi dalle abitazioni, adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;
– abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero;
– fabbricati rurali ad uso abitativo;

La legge precisa che i comuni, nel prevedere le riduzioni, debbano:

– tener conto della bassa capacità contributiva delle famiglie, misurata con l’ISEE;
– riservare delle detrazioni per le abitazioni principali e per i familiari dimoranti abitualmente (o residenti) nell’abitazione principale. A questo scopo lo Stato riconosce un finanziamento di 500 milioni di euro da ripartire tra i comuni.

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