Eba: le indicazioni su come verranno condotti gli stress test sulle banche italiane

Scritto il alle 14:33 da redazione [email protected]

Il capitolo stress test aleggia sulle teste degli istituti di credito europei. Tra le 124 banche chiamate alla prova di resistenza delle proprie strutture patrimoniali vi sono anche 15 istituti di credito italiani. Questa mattina sono emerse alcune indicazioni su come l’Eba, l’Autorità bancaria europea, condurrà il test sulle banche del Belpaese.

Le basi su cui si è mossa la European Banking Authority vi è un rimbalzo dei rendimenti dei Btp maggiore di quello degli altri titoli di Stato dell’Eurozona, un calo dei valori di Piazza Affar di poco superiore a quello delle borse dell’area dell’euro e una discesa dei prezzi delle case italiane contenuta e ben più limitata di quelli degli immobili residenziali europei.

Alla base dello scenario avverso ipotizzato dall’Autorità guidata dall’italiano Andrea Enria vi è un incremento di 100 punti base dei T-bond nel primo trimestre 2014 con una graduale accelerazione sino a 250 punti base a fine anno. Il rialzo dei titoli Usa è considerato il punto di partenza di una avversione del rischio degli investitori che impatterebbe sulla stabilità del settore bancario soprattutto in termini di incremento dei rendimenti dei bond e di ulteriore deterioramento della qualità del credito. L’esercizio dell’Eba ha durata triennale e per il biennio 2015-2016 si basa su incremento del tasso dei T-bond di 150 punti base.

Per quanto riguarda nello specifico i titoli di Stato italiani, le ipotesi formulate dall’Eba sono di un rendimento dei Btp in salita nel 2013 al 5,9% ( lo scenario base invece prevede un tasso del 3,9%) , al 5,6% nel 2015 ( 4,1% lo scenario base) e al 5,8% nel 2016 (4,3% lo scenario base). Nel complesso della zona euro il rendimento atteso è in area 4,2-4,3% nell’intero triennio, con un rialzo di circa 150 punti base nel 2014 e di 110 nei due successivi.

Per tenere conto dell’impatto negativo di eventuali flessioni di Piazza Affari, elemento che andrebbe a incidere negativamente sulle partecipazioni azionare in mano agli istituti di credito italiani, l’Eba nella conduzione degli stress test ipotizzerà un peggioramento dei corsi azionari del 20,3% nel 2014, del 17,7% nel 2015 e del 20,4% nel 2016. Si tratta di valori in linea con il worst scenario ipotizzato mediamente per l’intera Eurozona: -18,3% nel 2014, -15,9% nel 2015 e -18,1% nel 2016. Previsioni comunque particolarmente conservative, almeno per quanto concerne questa prima parte del 2014. Ad oggi il FTSE Mib segna un progresso da inizio anno di circa il 15% mentre, tra le principali Borse del Vecchio continente, solo l’AEX olandese ha una performance negativa da inizio anno superiore al punto percentuale.

Maggior fiducia invece sul comparto immobiliare italiano, già protagonista di una sostanziale tenuta negli ultimi anni di crisi rispetto a quanto emerso invece su altri mercati europei. In questo caso basti pensare alla diversa evoluzione dei prezzi che hanno interessato i due maggiori paesi della periferia, Spagna e Italia, dallo scoppio della crisi dei mutui subprime.

Forse memore di questo andamento delle quotazioni, secondo l’Eba nello scenario peggiore i prezzi degli immobili italiani dovrebbero scendere del 3,3% nel 2014 e del 5,2% nel biennio 2015-2016. Il calo medio nella zona euro è invece stimato al 6,9% nel 2014 e all’11% in entrambi gli anni successivi.

I 15 istituti di credito italiani che saranno sottoposti agli stress test condotti dall’Eba sono: Banca Carige, Monte dei Paschi di Siena, Credito Valtellinese, Banca Popolare di Milano, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Unicredit, Banca popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Sondrio, Banca popolare di Vicenza, Banco Popolare, Credito Emiliano, Iccrea Holding, Unione Banche Italiane e Veneto Banca.

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