Chi è Carlo Cottarelli – Per Mr Spending Review il programma politico è nel libro “I 7 peccati capitali dell’economia italiana”?

Scritto il alle 11:51 da redazione [email protected]

Sta girando da mesi l’Italia col suo ultimo libro “I sette peccati capitali dell’economia italiana” e in ogni tappa non è mancata la domanda su un suo possibile incarico come premier (approfondisci qui). E dopo mesi di tira e molla, Carlo Cottarelli, forse conosciuto ai più come Mister Spending review dei Governi Letta e Renzi, sta davvero per salire al Quirinale. È stato infatti convocato alle 11.30 dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo la frattura istituzionale che si è creata dopo il veto del Capo dello Stato sul nome di Paolo Savona al ministero dell’Economia con la conseguente uscita di scena di Giuseppe Conte, il premier incaricato che ieri ha rimesso il suo incarico.

 

I conti pubblici il chiodo fisso nella mente di Spending Review

Carlo Cottarelli, classe 1954, nato a Cremona, si è laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università di Siena e ha poi conseguito il master in Economia presso la London School of Economics. Per sei anni, dal 1981 al 1987, ha lavorato presso la direzione monetaria del servizio studi della Banca d’Italia e dal 1987 al 1988 è invece passato al servizio studi di ricerca economica dell’Eni. Dopo gli anni al Fondo Monetario internazionale (Fmi), dove ha fatto ritorno nei panni di direttore esecutivo per Italia, Albania, Grecia, Malta, Portogallo e San Marino da novembre 2014 a ottobre 2017, è nel 2013 che viene convocato dall’allora premier Enrico Letta per assumere l’incarico di Commissario per la Revisione della Spesa Pubblica in Italia (da lì il nome di “Mister spending review”). Un incarico, dall’ottobre 2013 all’ottobre dell’anno successivo, che ha esercitato anche durante il governo Renzi. Una attività incentrata sulle spese delle pubbliche amministrazioni, degli enti pubblici, nonché della società controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni pubbliche che non emettono strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati.

Attualmente, è direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani e visiting professor durante il secondo semestre dell’2017/2018 presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi.

Quasi un programma di Governo. C’è chi ha visto e letto questo nel suo ultimo libro “I sette peccati capitali dell’economia italiana”, nel quale Cottarelli spiega, sviscera, sintetizza i sette capitali che secondo lui affliggono l’Italia, riducendone la possibilità di crescita. Al primo posto l’evasione fiscale, e poi la corruzione, l’eccesso di burocrazia, la lentezza della giustizia, il crollo demografico tra Nord e sud del Paese. Sei, quelli citati che riflettono problemi di lunga durata, e infine il tema caldo del momento, ovvero la difficoltà dell’economia italiana di convivere con l’euro).

Ed è sempre lui che dopo la pubblicazione della versione definitiva del contrattodi Governo Lega-Movimento 5 Stelle ha fatto un po’ di conti. Stando ai numeri elaborati dall’Osservatorio dei conti pubblici italiani dell’università Cattolica guidato dall’economista Cottarelli sulla base delle proposte incluse nel contratto di governo si prevedono costi compresi tra 108,7-125,7 miliardi di euro contro i 500 milioni della voce coperture.

 

 

 

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