Il rischio Italia? Moneyfarm avverte: “diversificare il più possibile” gli investimenti

Scritto il alle 11:30 da redazione [email protected]

La diversificazione è il mantra quando si parla di investimenti. E diventa più che mai importante in un momento di incertezza, come quella che sta vivendo l’Italia che è alle prese con la formazione del nuovo governo targato Movimento 5 Stelle e Lega. In questo scenario la raccomandazione che arriva da Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, è quella di cercare di diversificare il più possibile i propri investimenti, non legando anche il proprio risparmio alla sorte delle vicende italiane.

Perché esiste il rischio Italia?

Accendendo la tv, leggendo i giornali o le ultime notizie in Rete nelle ultime settimane si parla sempre più spesso di rischio Italia. Ma cosa significa e perché è importante per gli investitori? “Non si può fare a meno di notare che il differenziale con i bund tedeschi è rimasto costantemente, negli ultimi anni, il più alto dell’area Eurozona (a parte quello greco)”, ricorda Moneyfarm nella sua analisi “Governo italiano e scenari di mercato“, sottolineando che “in termini di valutazione del rischio sovrano, quando e si è parte di un sistema interconnesso, come è il caso dell’Italia nei confronti dell’Unione Europea, trovarsi nella posizione di essere percepiti come la componente più problematica del gruppo di riferimento non è mai positivo“.

“Questo perché automaticamente si diventa l’elemento più esposto in caso di crisi esogene e si è sottoposti a un livello di attenzione superiore – argomenta la società di consulenza -. L’Italia si trova al momento in questa scomoda posizione. Ora che si avvicina la fine del Quantitative Easing, ciò che tutti guarderanno è il livello di disciplina fiscale che il governo saprà garantire e i rapporti con l’Unione Europea“.

“Quelle dei mercati non sono valutazioni di tipo politico – sottolineano da Moneyfarm -. Gli operatori di mercato hanno interesse a valutare e scambiare gli asset finanziari, valutandone correttamente i rischi.  Qualsiasi agenda politica, per quanto meritoria nei suoi intenti, deve porsi il problema delle risorse: se legittimamente si sceglie di adottare il debito come strada per attuare il proprio programma, bisogna allora tenere in grande considerazione la percezione di coloro a cui si intende chiedere i soldi a prestito. Questo vuol dire che la percezione dei creditori sia necessariamente corretta e accurata? No, anzi spesso è piuttosto approssimativa, ma ciò non vuol dire che sia irrilevante e che sia saggio ignorarla”.

Un programma ambizioso e salato

Moneyfarm sottolinea che il programma di M5S e Lega, chiuso ufficialmente venerdì scorso, prevede un gran numero di misure fiscali che si preannunciano piuttosto costose. Tra le più rilevanti la flat tax con creazione di due aliquote Irpef per lavoratori e imprese (15% e 21%), questa misura dovrebbe accompagnarsi all’eliminazione delle varie detrazioni fiscali. Il reddito di cittadinanza per sostenere i cittadini in condizione di povertà, limitato a due anni a cui si dovrebbe accompagnare il rafforzamento dei centri dell’impiego. Lo scardinamento delle clausole di salvaguardia (12,5 miliardi per quest’anno) e il superamento della legge Fornero sulle pensioni. A queste misure si accompagnerebbe l’eliminazione delle accise benzina anacronistiche, il rimpatrio dei migranti tramite aereo, l’assunzione di nuove forze dell’ordine, investimenti pubblici per 6 miliardi, la riforma del jobs act, investimenti alle famiglie.

Alla fine queste misure fanno lievitare e non di poco il conto. Moneyfarm cita i conti fatti dall’osservatorio sui Conti Pubblici Italiani presso l’Università Cattolica di Carlo Cottarelli che stima una spesa a regime dai 105 ai 125 miliardi, intorno al 5% del Pil ogni anno (a cui dovrebbe essere aggiunta la spesa di rimpatrio dei migranti). “Anche considerando solo le misure più care ai partiti (flat tax, reddito di cittadinanza, legge Fornero e clausole Iva) la spesa prevista si aggira intorno ai 90 miliardi – sottolinea Richard Flax -. Al contrario le coperture indicate nel programma (come il taglio dei costi della politica e delle pensioni d’oro, oltre all’abolizione delle misure che i nuovi provvedimenti dovrebbero sostituire (le detrazioni “aggredibili” ammontano a 26 miliardi di euro), ammonta venti e i trenta miliardi. Visto che il programma non specifica delle tempistiche sicure, si presume che si opterà per una sua attuazione graduale e selettiva. Certamente la crescita del Pil potrebbe alleggerire l’effetto di queste misure sui conti pubblici. Tuttavia queste misure, così come sono state presentate, non sembrano compatibili con la traiettoria di controllo e di riduzione del debito”.

Da Moneyfarm concludono dicendo che “i mercati non sono di certo infallibili e possono sbagliare nei propri giudizi in un senso o nell’altro. Ciò che consigliamo agli investitori, è di cercare di diversificare il più possibile i propri investimenti, non legando anche il proprio risparmio alla sorte delle vicende italiane”. Non è una questione di pessimismo o scarsa fiducia, spiega la società, si tratta di adottare logica e buon senso considerato che la maggior parte degli italiani è già esposta alle vicende del Paese con il proprio lavoro e i propri beni immobiliari.

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