Italia: disoccupazione giovanile al 43,9%? E’ una bufala!

Scritto il alle 19:46 da redazione [email protected]

Ieri l’Istat ha pubblicato i dati sul mercato del lavoro in Italia nel mese di novembre. Numeri che hanno mostrato una volta ancora le difficoltà che caratterizzano ormai da anni l’economia del Belpaese. Numeri che rappresentano livelli di disoccupazione insostenibili e che di certo non contribuiscono ad avere una visione positiva sul futuro.

Secondo quando diffuso da Istat, in novembre il tasso di disoccupazione italiano ha raggiunto il record storico del 13,4%. Si tratta di un valore in crescita dello 0,2% rispetto al mese di ottobre. Il valore è il più alto sia dall’inizio delle serie mensili, nel gennaio 2004, sia di quelle trimestrali, ovvero dal 1977 (37 anni fa!).

Sempre secondo quanto diffuso dall’Istat, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni a novembre è balzato al 43,9%. In questo caso il rialzo del numero dei senza lavoro è stato ancora più marcato, con un +0,6% rispetto ad ottobre. Anche in questo caso si tratta del valore più alto mai registrato. Risultano in cerca di un lavoro ben 729mila giovani under 25.

Quello dei “giovani disoccupati” è un tema che interessa e attrae l’attenzione dell’opinione pubblica per diversi motivi: dalle prospettive pensionistiche per questa generazione di giovani alle preoccupazioni delle famiglie per i loro figli.

Proprio il forte interesse verso questi numeri drammatici ha spinto Primo Mastrantoni, segretario Aduc, l’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, a tornare sull’argomento e a commentare i dati diffusi dall’Istat.

“Di nuovo i media, citando l’Istat, sparano la cifra del 43,9% come livello del tasso di disoccupazione giovanile”, incalza Mastrantoni, evidenziando come a suo avviso questa sia “una bufala!” e notando come “da mesi i media riportano, in maniera errata, il dato sulla disoccupazione”. Per il segretario Aduc, se si analizzasse bene il comunicato dell’Istat sulla disoccupazione giovanile “l’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età sarebbe pari all’12,2%”. Il 43,9% di tasso di disoccupazione giovanile si raggiungerebbe solo se si considerassero disoccupati anche gli studenti delle superiori e quelli universitari.

“Evidentemente non è un errore ma una scelta precisa”, sostiene Mastrantoni, secondo cui questa errata lettura dei dati potrebbe essere interpretata come una forma di allarmismo che certamente porta gli italiani “a non spendere per paura del futuro e a ritenere che il modo migliore per tutelarsi è quello mettere in “frigo” i propri risparmi: non investono né in immobili né in strumenti finanziari”.

A sostegno della sua tesi, Mastrantoni porta alcuni numeri: dal 2013 al 2014 i depositi bancari sono aumentati di ben 44 miliardi, arrivando a una cifra complessiva di risparmio di 1.709 miliardi. “Basterebbe spendere un decimo di quei 1.709 miliardi per rilanciare i consumi”, conclude il numero uno dell’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, secondo cui “evidentemente cosi non si vuole e ci si lamenta”.

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1 commento Commenta
andrea4891
Scritto il 9 gennaio 2015 at 00:07

allora organizziamo qualche corso di cinese o arabo anche per i 30 / 40 / 50enni e avremo risolto il problema disoccupazione

io la vedo diversamente: troppi nostri ragazzi oggi studiano per diventare disoccupati domani

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