In vista del 2015 Unicredit quota 100 nuovi Bonus Cap Certificate che permettono di ottimizzare la diversificazione geografica e settoriale del portafoglio

In vista del 2015, Unicredit ha deciso di ristrutturare la gamma di Bonus Cap Certificate messi a disposizione degli investitori italiani con il lancio di un’emissione di ben 100 nuovi Certificate. I prodotti, sbarcati sul mercato secondario oggi 12 dicembre, hanno una durata compresa tra i 6 e i 16 mesi.

Con un ritorno a seconda dello strumento compreso tra il 5% e il 31%, la nuova gamma di Bonus Cap di Unicredit è caratterizzata da una notevole diversificazione geografica e settoriale grazie alla possibilità di poter scegliere tra 45 differenti sottostanti. Elementi che consentono inoltre agli investitori sia di ridurre il rischio complessivo del portafoglio sia di diversificare l’esposizione dei propri investimenti a un costo ridotto e senza subire eventuali movimenti avversi della valuta di riferimento del sottostante rispetto all’euro.

Dei 100 nuovi Bonus Cap sbarcati oggi sul mercato secondario, 21 hanno come sottostante società italiane, 7 società tedesche, 7 francesi, 4 spagnole, 3 sottostante negoziati sulla Borsa americana, e 1 per Svizzera, Finlandia e Lussemburgo.

Per quel che riguarda i settori dei sottostanti, a fare la parte del leone sono i titoli del comparto bancario, tra i più attivi e performanti sia nel corso del 2013 che del 2014. Ben 11 sottostanti, sia italiani che di altri big finanziari europei, appartengono al settore finanziario. Citando solo le principali, spiccano i Certificate aventi come sottostante AXA, Assicurazioni Generali, Bpm, BBVA, Banco Santander, Deutsche Bank e Intesa Sanpaolo.

In un contesto che vede le società del comparto petrolifero attanagliate dal calo delle quotazioni del greggio, Unicredit ha deciso di emettere i nuovi Bonus Cap Certificate prendendo come sottostanti ben 8 società operanti nel comparto energetico. A fianco di big di Piazza Affari quali Eni, Enel e Saipem, ecco che l’investitore potrà scegliere, al costo di transazione previsto dal proprio intermediario per gli strumenti italiani, altre realtà di primo piano della scena energetica europea quali le tedesche E.On e Rwe, piuttosto che le francesi GDF Suez e Total.

Parlando sempre di comparti, un tema molto caldo nel 2014 è stato quello dei titoli del settore moda. In un clima che negli ultimi mesi non è stato premiante per gli azionisti di queste società, reduci tuttavia da una lunga fase rialzista dei corsi di Borsa, Unicredit ha emesso i nuovi Certificate prendendo come riferimento ben 7 società operanti nel settore del lusso e della moda. Tra queste le italiane Brunello Cucinelli, Moncler, Salvatore Ferragamo, Tod’s e Yoox. Completano la nuova gamma di Bonus Cap Certificate strumenti finanziari aventi come sottostante titoli del comparto tecnologico, industriale e della telefonia.

Per tutti i nuovi prodotti, Unicredit ha fissato un livello barriera, rilevata in continuo, avente una discreta profondità: a seconda della scadenza del singolo strumento e del livello di volatilità delle ultime settimane, la Barriera è stata posta tra il 70% e il 75% dello strike price rilevato lo scorso 5 dicembre.

Volendo approfondire l’analisi della nuova gamma di Bonus Cap, ecco che tra i Certificate proposti da Unicredit alcuni appaiono avere un rapporto rischio/rendimento particolarmente interessante. Tra questi alcuni di quelli aventi come sottostante BPM, Fiat- FCA, Intesa Sanpaolo e Telecom Italia.

Il Bonus Cap Certificate con sottostante BPM in scadenza il 18 dicembre 2015 permette infatti di avere un ritorno del 17% rispetto al prezzo di emissione di 100 euro se nel corso dei prossimi mesi il titolo non toccherà mai la Barriera posta a 0,40355 euro. E’ dal 10 febbraio del 2014 che il titolo della Banca Popolare di Milano non scambia a detto valore.

Sempre rimanendo nel comparto bancario, il Bonus Cap su Intesa Sanpaolo in scadenza il 18 marzo 2016 permette di incassare 115 euro per ogni Certificate detenuto se l’azione dell’istituto di credito non toccherà mai nei prossimi 16 mesi il livello di 1,6492 euro. L’ultima volta che Intesa Sanpaolo ha scambiato a quel prezzo è stato esattamente un anno fa: il 12 dicembre 2013.

Se nell’ultimo biennio in Borsa sono stati i titoli del comparto finanziario a brillare maggiormente, nel 2015 l’interesse degli investitori potrebbe spostarsi anche su altri settori. Uno dei possibili temi caldi potrebbe essere quello dell’M&A nel comparto Tlc, con Telecom Italia che potrebbe in tal senso partecipare attivamente all’attività di aggregazione.

Tra i Certificate della famiglia Unicredit sbarcati oggi sul mercato secondario, ecco che il Bonus Cap su Telecom Italia in scadenza il 18 marzo 2016 ha una Barriera, fissata a 0,65275 euro, che è stata posta a un prezzo negoziato l’ultima volta il 6 dicembre 2013.

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