Guida Forex: tutto quello che dovete sapere sul Trading Online

Scritto il alle 15:00 da redazione [email protected]

COSA E’ IL FOREX

Con il termine Forex viene comunemente indicato il Foreign Exchange, ossia il mercato delle valute dove investitori e operatori negoziano e si scambiano le diverse valute del mondo. A differenza delle Borse valori regolamentate, il Forex non ha una sede fisica vera e propria. Il Forex è dunque un mercato internazionale OTC, ovvero Over The Counter: non vi è in questo modo un luogo preciso nel mondo dove il mercato ha sede. Nonostante questo, il Forex è il più grande mercato esistente al mondo per controvalore negoziato.

Essendo un mercato decentralizzato, regolato da sé, non vi è una stanza di compensazione che invece è presente per i mercati regolamentati dove vengono negoziate azioni o future. Questa struttura elimina le spese di scambio e liquidazione, riducendo così i costi di transazione.

La sua nascita risale al 1971 quando cominciarono ad apparire tassi di cambio fluttuanti. L’origine del Forex è infatti legata alla caduta degli accordi di Bretton Woods che impedivano alle valute di essere scambiate e contrattate alla stregua di titoli azionari.

ORARI APERTURA MERCATO FOREX

Negli ultimi anni il Forex ha riscosso sempre più successo tra gli investitori grazie ai numerosi punti di forza che lo caratterizzano. In primis il fatto che il Forex è aperto 24 ore su 24, 6 giorni alla settimana. Le contrattazioni iniziano alle 23 italiane della domenica in concomitanza con l’apertura della seduta dei mercati asiatici e terminano alle 22 italiane del venerdì con la chiusura della sessione americana.

Nello specifico la sessione asiatica dura dalle ore 23 alle 10, quella europea dalle 9 alle 18 e quella americana dalle 14 alle 23. Tutti gli orari indicati fanno riferimento all’ora italiana. A seconda dell’orario i volumi e i possibili scambi che possono essere effettuati sul Forex variano. In genere gli orari migliori per negoziare sono quelli in cui sul mercato sono presenti il maggior numero di operatori, ossia in quelle ore in cui si sovrappongono più sessioni. Un esempio è la fascia oraria che va dalle 14 alle 18 italiane, ossia quando sono presenti sia gli operatori europei che quelli americani.

I PARTECIPANTI AL MERCATO FOREX

La leadership globale del volume degli scambi del Forex è dovuta alla presenza sul mercato di una moltitudini eterogenea di partecipanti alle negoziazioni, ognuna delle quali con bisogni ed interessi peculiari. Questi partecipanti possono essere divisi in due grandi gruppi: il mercato interbancario e il mercato al dettaglio.

Il mercato interbancario

Il mercato interbancario designa le transazioni che si verificano tra le banche centrali, le banche commerciali e, più in generale, le grandi istituzioni finanziarie. I partecipanti al mercato interbancario sono:

  • Banche centrali – Le banche centrali nazionali giocano un ruolo importante nel mercato Forex. Come autorità monetarie principali, il loro ruolo consiste nell’ottenere stabilità di prezzo e crescita economica. Per far si che ciò accada, esse regolano l’intera fornitura di denaro nell’economia, impostando i tassi di interesse e i requisiti di riserva. Esse gestiscono anche lo scambio delle valute estere in una nazione e le riserve che loro possono usare in modo da influenzare le condizioni di mercato e i tassi di cambio.
  • Banche commerciali – Le banche commerciali forniscono liquidità al mercato Forex in base al volume di trading che gestiscono giornalmente. Alcune di queste negoziazioni sono le conversioni delle valute estere per conto dei clienti, mentre alcune operazioni sono condotte dai desk di trading proprietari della banca a scopo speculativo.
  • Istituzioni finanziarie – Le istituzioni finanziarie come i money manager, fondi d’investimento, fondi pensione e compagnie di brokerage usano il mercato delle valute estere come parte delle loro obbligazioni per cercare le migliori opportunità di investimento per i loro clienti.

Il mercato al dettaglio

Il mercato al dettaglio designa le transazioni eseguite da investitori, imprese e speculatori di minori dimensioni . Le loro transazioni in genere avvengono tramite broker specializzati che agiscono come mediatori tra il mercato al dettaglio ed il mercato interbancario. I partecipanti al mercato al dettaglio sono:

  • Fondi speculativi (o Hedge funds) – I fondi speculativi sono fondi di investimento che speculano su varie classi di risorse usando la leva. Tra i vari mercati che vengono seguiti e negoziati dagli Hedge funds vi è anche il Forex. Essi designano ed eseguono le negoziazioni dopo aver condotto un’analisi macroeconomica che esamina le sfide riguardanti una nazione e la propria valuta. A causa della loro ampia liquidità e delle loro strategie aggressive, essi sono tra i maggiori contribuenti alla grande liquidità che caratterizza il mercato Forex.
  • Imprese – Rientrano in questa categoria le aziende che nell’attività del loro business sono impegnate in transazioni di import/export con controparti estere che usano una valuta diversa dalla loro. Oltre ad approvvigionarsi sul Forex della quantità di denaro necessaria per processare acquisti sui mercati esteri, la loro operatività consiste anche nel cambio in divisa locale di quanto incassato dalla vendita dei prodotti e servizi effettuata in mercati aventi una valuta diversa.
  • Investitori privati/ trader retail – I trader retail o gli investitori privati sono soggetti che negoziano i loro capitali sul mercato Forex cercando di trarre profitti dalla speculazione. Essi operano prevalentemente tramite broker online che forniscono spread stretti, velocità di esecuzione ed elevate leve finanziarie. Queste specifiche rappresentano un elemento essenziale per poter svolgere proficuamente la loro attività di trading in quanto puntano a trarre guadagno da piccole variazione di prezzo dei cross negoziati.

IL CONTRATTO FOREX

Analogamente a quanto accade per le altre transazioni finanziarie che vengono compiute tanto sui mercati regolamentati quanto su quelli OTC, anche le operazioni compiute sul Forex prevedono la stipula di un contratto vero e proprio tra le due controparti: da un lato vi è il trader/investitore, dall’altra il broker, che necessariamente deve essere autorizzato. La figura del broker è fondamentale perchè un privato non può accedere direttamente al mercato Forex ma lo può fare solo attraverso un intermediario finanziario.

Il contratto Forex standard è indicato con il nome di lotto, ossia l’unità che viene utilizzata per misurare la dimensioni della transazione. La dimensione del lotto, detto anche lot, è pari a 100.000 unità della valuta base, chiamata anche base currency.

Gli investitori privati che usano il Forex come strumento di trading in genere non devono versare l’intero valore del contratto standard per poter operare. La quasi totale generalità dei broker consente infatti di depositare solo una parte del valore del contratto standard grazie a quello che è conosciuta come la leva finanziaria. Quando un intermediario offre, per esempio, una leva di 50:1, l’investitore dovrà mettere a garanzia un margine di 2.000 unità di valuta base al posto delle 100.000 previste dal contratto standard.

Nel tempo al contratto standard si sono aggiunte altre tipologie contrattualistiche: nello specifico si tratta dei mini lotti e dei micro lotti. Il mini lotto, o mini forex contract, ha un valore pari a 1/10 del contratto standard. Il suo valore è quindi pari a 10.000 unità della valuta base. Un micro lotto, o micro forex contract, equivale a 1/100 di un contratto standard. Il suo valore è dunque pari a 1.000 unità della valuta base. Come per il contratto standard, anche per i mini e i micro lotti è possibile usare la leva. La logica della leva è uguale a quella spiegata per il contratto standard.

Gli elementi che caratterizzano il contratto Forex sono 3:

  • La coppia di valute, indicata anche con il nome di currency pair: questo elemento del contratto individua la divisa che viene venduta e quella che viene comprata;
  • Il tasso di cambio, o Forex exchange rate: il rapporto di valore a cui vengono negoziate le due divise oggetto dell’operazione

Facendo un esempio pratico di cosa sia il tasso di cambio basti pensare all’euro/dollaro. Quando si vede la dicitura

EUR/USD = 1,3655

Significa che con 1 euro posso comprare 1,3655 dollari Usa. Ovviamente il discorso è analogo anche dal lato opposto: per ottenere 1 euro dovrò avere 1,3655 dollari. In ciascun cross, il primo elemento della coppia di valute è la valuta di base, chiamata anche base currency, il secondo elemento è la valuta quotata, indicata anche come counter currency o quote currency. Nell’esempio sovrastante, l’euro è la valuta di base mentre il dollaro Usa è la valuta quotata.

Sempre per quel che riguarda il tasso di cambio, un’altra distinzione da annotare riguarda la differenza tra quotazione diretta o indiretta. Nel primo caso si parla di quotazione diretta o ‘direct quotation’  rispetto ad un paese se il tasso di cambio è espresso utilizzando la divisa utilizzata in quel paese. Si parla invece di quotazione indiretta o ‘indirect quotation’ se l’unità di valuta  è espresso utilizzando la divisa utilizzata in quel paese.

  • L’ammontare dell’operazione, ossia il controvalore complessivo oggetto del contratto

LA TASSAZIONE SUL FOREX

A differenza di quanto previsto per alcune tipologie di titoli azionari negoziabili in Borsa Italiana, il mercato Forex non è soggetto al pagamento della tassa sulle transazioni finanziarie, meglio nota come Tobin Tax. Le plusvalenze

Sono esentate dal pagamento delle tasse sulle plusvalenze le operazioni che hanno un valore inferiore ai 51.645,69 euro e hanno una durata inferiore ai 7 giorni. Per il resto delle operazioni, la tassazione cui sono assoggettati i guadagni realizzati sul Forex è pari al 26%. Fino al 2013 era del 20%.

I ricavi dei trader retail derivanti dall’attività di negoziazione sul Forex devono sono assoggettati , a scelta del trader, a uno dei due differenti regimi previsti per la liquidazione e il pagamento dell’imposta dovuta: quello del regime sostitutivo e quello del regime dichiarativo.

Il trader che opta per l’adozione del regime sostitutivo lascia il compito di liquidare l’imposta all’intermediario finanziario. Nella pratica il broker  trattiene la quota di imposta da pagare ogni qual volta sia realizzata un’operazione che comporti una plusvalenza. Successivamente l’intermediario provvederà al versamento dell’imposta all’erario, sostituendosi così agli obblighi di natura fiscale che gravano sul trader.

Il regime dichiarativo prevede invece che sia direttamente il trader a provvedere alla liquidazione dell’imposta mediante la compilazione del quadro RT ‘Plusvalenze di natura finanziaria’ presente nel modello Unico. Il totale dei guadagni maturati nel corso dell’anno fiscale, dunque dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno, va inserito nella sezione II-B  al rigo RT41. Le eventuali minusvalenze maturate, fino a un massimo di 4 anni antecedenti all’anno di dichiarazione, possono essere utilizzate in diminuzione della base imponibile. In questo caso andrà compilato il rigo RT45 del modello Unico, tenendo presente i cambi di tassazione avvenuti negli ultimi anni.

Il pagamento dell’imposta deve avvenire tramite il modello di pagamento unificato F24, utilizzando, per il versamento, il codice tributo 1100. Da evidenziare come evidentemente anche all’interno del modello F24 è possibile effettuare una qualsiasi compensazione con altri tributi per i quali vi sia credito capiente.

Più articolato il processo per gli investitori che usano un broker che non ha una residenza fiscale in Italia. In questo caso il trader dovrà usare anche il modello RW e versare l’imposta IVAFE ( acronimo di Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero).

Possibili sanzioni legate alla fiscalità

Soppressa la sanzione accessoria della confisca dei beni, le sanzioni attuali cui va incontro un risparmiatore in caso di errori o non dichiarazioni sono:

    • Sanzione tra il 3% e il 15% degli importi non dichiarati
    • Sanzione tra il 6% e il 30% degli importi non dichiarati in caso di attività detenute in Paesi “black list”

VANTAGGI E SVANTAGGI DEL FOREX

Come per ogni tipo di mercato, sia esso azionario, obbligazionario o delle materie prime, anche il Forex è caratterizzato da specifici vantaggi e rischi per gli investitori che vi operano.

Vantaggi

Il mercato Forex è in assoluto il più liquido al mondo: questo rappresenta in assoluto il vantaggio più grande per gli investitori e i trader. Grazie all’elevatissima liquidità che giornalmente contraddistingue i book dei principali cross, chiamati anche major currencies, il Forex è infatti un mercato più efficiente e meno manipolabile. Gli stessi High Frequency Trading system, identificati anche dall’acronimo HFT, non riescono a influenzare fattivamente l’evoluzione dei prezzi del Forex come invece avviene su altri mercati. Tra i vantaggi del mercato valutario rientra anche il fatto di non essere assoggettato alla  tassa sulle transazioni finanziarie, o  Tobin Tax. L’interesse e la costante crescita degli scambi avuta negli ultimi anni ha permesso agli investitori di avere a disposizione una vasta gamma di materiale informativo su cui basare le proprie scelte operative sul Forex. Oltre ai report quotidiani di numerosi broker, banche d’affari e analisti, anche le notizie reperibili sui siti internet hanno rappresentato un fattore critico di successo per i trader: le informazioni hanno iniziato a circolare più velocemente e una platea più vasta di investitori ha iniziato a poter adeguare le proprie strategie di trading rapidamente. Ultimo vantaggio, ma non per importanza, è l’effetto leva che caratterizza le negoziazioni del Forex. Proprio la grande liquidità presente sul mercato valutario ha spinto gli intermediari finanziari ad offrire una leva più elevata rispetto ad altri strumenti. Il vantaggio per i trader è stato quello di avere la possibilità di ottenere guadagni maggiori, anche in caso di poca volatilità dei cross.

Svantaggi

Lo svantaggio principale cui incorre un investitore intenzionato ad operare sul mercato Forex è legato alla possibilità di perdere una parte del capitale investito. Questo rischio tuttavia caratterizza tutte le tipologie di investimento. Nel corso della crisi del debito sovrano dell’Eurozona anche quelle attività considerate da sempre prive di rischio, come i titoli di Stato, hanno dimostrato come nella realtà non vi siano investimenti Free Risk. A questo svantaggio si associa dunque la leva finanziaria. Se l’uso della leva rappresenta un vantaggio in caso di strategie di trading corrette, la leva è altresi uno svantaggio quando l’operatività sviluppata si dimostra erronea: le perdite cui andrà incontro l’investitore saranno infatti amplificate. Un possibile svantaggio legato all’operatività sul Forex è la scelta del broker. La serietà, l’efficienza, l’efficacia e la solidità dell’intermediario scelto sono tutti elementi da considerare quando si decide di iniziare a fare trading sul Forex. Il rischio è quello di aprire un conto con un broker non regolamentato o non autorizzato che possa non rifondere i soldi depositati sul conto o guadagnati sul mercato. Per questo prima di scegliere l’intermediario di trading è bene verificare la presenza dell’autorizzazione Consob o di un’analoga autorità di vigilanza europea e informarsi negli appositi forum online sulla credibilità e correttezza operativa del broker.

ESEMPIO OPERATIVITA’

All’interno di questa sezione educational ora ipotizziamo un esempio pratico di un’operazione di trading sul mercato Forex usando come riferimento il cross maggiormente negoziato a livello mondiale: l’euro/ dollaro Usa. Si ipotizzi di voler aprire un’operazione al rialzo ( Long) utilizzando un margine di 1000 euro e una leva a 100. Ciò significa che potranno essere movimentati  100.000 euro, pari a 1 contratto standard di euro/dollaro americano. La quotazione attuale del cross è 1,35.

Andamento favorevole

Se il cambio sale a 1,3550, la differenza al rialzo rispetto al valore di apertura dell’operazione è di 50 pips. Il pip, acronimo di percentage in point, è il più piccolo movimento che il prezzo di una coppia può avere. Avendo preso in considerazione nell’esempio il cross euro/ dollaro Usa, coppia di valute con quattro decimali, il pip in questo caso assume un valore pari a 0,0001 unità di valuta base. E’ di fatto l’omologo del tick degli indici di Borsa.

Con questo scostamento di prezzo ed ipotizzando l’uso di un contratto standard, il guadagno del trader sarà pari a:

100.000 euro x 0,0050 = 500 euro

Andamento favorevole

Ipotizziamo ora che il valore del cambio sia stato sfavorevole alla strategia rialzista sviluppata, con il cross euro/ dollaro Usa passato da 1,35 a 1,3434. In questo caso la perdita sarebbe di 66 pips. Con questo scostamento di prezzo ed ipotizzando l’uso di un contratto standard, la minusvalenza per  il trader sarà pari a:

100.000 euro x 0,0066 = 660 euro

 

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