Vino, l’eccellenza italiana vince sulle tavole Usa

Scritto il alle 17:05 da redazione [email protected]

Agli Stati Uniti piace rosso e di qualità. Quando si parla di eccellenza, Kurni, Sassicaia, Barolo, Sagrantino e Amarone la fanno da padroni oltreoceano. Secondo i dati Oiv, Organizzazione internazionale della vigna e del vino, gli Stati Uniti nel 2013 sono stati infatti il primo Paese per consumo di vino al mondo. E l’Italia è risultata il primo Paese fornitore, davanti alla Francia.

A fronte di un consumo di 29,1 milioni di ettolitri (in crescita rispetto al 2012), nel 2013 gli Usa hanno importato ben 10,9 milioni. Di questi 2,9 di produzione italiana. Cresce il consumo quindi, ma cresce soprattutto il consumo di qualità.

“L’attenzione che gli Stati Uniti stanno dedicando alla qualità enologica è in crescita esponenziale: nel solo primo quadrimestre abbiamo registrato un aumento dell’export dell’30%”, ha evidenziato a conferma delle ottime opportunità per le aziende vitivinicole italiane Roberto Angelini, titolare del Properzio Group, realtà tutta italiana con sede a Spello (Perugia). Attiva da sette generazioni, l’azienda umbra concentra il 50% del proprio fatturato negli Stati Uniti.

“In questo mare di vino, l’etichetta ha consolidato il suo significato di esclusività. Del resto, la produzione italiana è conosciuta e riconosciuta, soprattutto quando si guarda all’eccellenza», prosegue Angelini.
Quota che peraltro potrebbe salire ulteriormente. “Nel settore vino gli Stati Uniti stanno rappresentando un mercato sempre più interessante”, sostiene in questa direzione Angelini, evidenziando come questo sia dovuto “non solamente per la grande attenzione che dedicano ai prodotti di qualità ma anche alla cultura e alla passione che si sta diffondendo».

Proprio per non lasciarsi sfuggire l’opportunità di crescere in America, sfruttando così il favore riconosciuto dai consumatori statunitensi verso il vino italiano, la famiglia Angelini trascorre ogni anno almeno quattro mesi oltreoceano.

Oltre a proporre oltre 2.200 tra le migliori etichette del Made in Italy, lo scopo è proprio quello di sondare tendenze e gusti degli americani. “C’è una vera e propria passione per il rosso con una sempre crescente attenzione ai prodotti di eccellenza”, fa sapere il titolare di Properzio Group, notando come nei gusti degli americani nomi come Sassicaia, Sagrantino, Barolo e Amarone sono diventati un vero e proprio must.

Oltre all’interesse per prodotti di fascia alta, l’intenditore statunitense di vino predilige dunque il rosso. Il perché? A detta di Angelini il motivo è da ricercarsi nel fatto che “nell’immaginario collettivo è il rosso il vino che rappresenta meglio tecnica e sapori di un territorio”. In un momento di difficoltà congiunturale per molte aziende italiane e in un momento in cui in Italia il consumo di vino cala, quello dell’export rappresenta una carta vincente da sfruttare per continuare a crescere.

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